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Il Quartiere dei Ferrovieri

ADA

Foto: hiSTORIC

IL QUARTIERE DEI FERROVIERI

IL QUARTIERE DEI FERROVIERI

Se volete immergervi in un’atmosfera d’altri tempi, troverete la passeggiata lungo la sponda est dell’Adige, dopo il ponte di San Lorenzo, molto interessante.
Tra gli anni 1920 e 1922 fu edificato in questa zona un nuovo quartiere residenziale composto di casette variopinte alte due o tre piani con giardino sul retro. Gli edifici più alti e massicci affacciano sul lungadige mentre all’interno si articola un reticolo di stradine che collegano casette più piccole.
La denominazione del quartiere ne spiega l’origine: dopo la Grande Guerra i ferrovieri italiani, subentrati agli austroungarici sulla linea ferroviaria del Brennero, si riunirono nella “Cooperativa edilizia Cesare Battisti fra ferrovieri” e costruirono questo quartiere sul terreno messo a disposizione dal Comune ad un prezzo agevolato.
Durante la seconda guerra mondiale il quartiere venne bombardato, ma le putrelle, costituite dalle traversine dei binari, garantirono la grande stabilità degli edifici.

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La Stanza di Mezzo

Siamo in via Malpaga nel 1554, presso il portone che attualmente dà accesso alla SOSAT e allo studio d’arte Andromeda, 9 uomini incappucciati di nero si accingono ad entrare nel Palazzo Bortolazzi attraverso questa entrata secondaria…

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La Statua di Dante

Dopo il Congresso di Vienna, Trento divenne parte dell’Impero Austro-Ungarico, ma non fu mai città tedesca: lingua e costumi rimasero sempre italiani. Di fronte alla stazione ferroviaria…

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hiSTORIC

raccoglie racconti e anedotti direttamente da coloro che hanno un rapporto speciale e personale con la città: anziani, storici e artisti. Queste storie revisionate e georeferenziate sono ora disponibili su questa piattaforma digitale.

© 2017 hiSTORIC

 

STORIE SOCIAL

I Quattro portoni

ADA

Foto: hiSTORIC

I QUATTRO PORTONI

I QUATTRO PORTONI

Vi sarà capitato di percorrere piazza Cesare Battisti, ma raramente vi sarete soffermati ad osservare i dettagli di questo particolare spazio delimitato da un porticato continuo.
In prossimità del sottopassaggio per via Manci, vi sono quattro grandi portoni in legno contrassegnati dai numeri civici 14-15-16-17, ma affianco ad essi non è installato nessun indirizzo e nessuno campanello. Oltre quelle porte ci sono ripide scale che portano ad un piano ribassato un tempo luogo molto frequentato da tutti i cittadini.
Se state pensando ad uffici o sportelli pubblici, vi sbagliate! Questo luogo faceva parte del progetto di risanamento e bonifica del quartiere Sass operato negli anni ’30 dal fascismo, e ospitava bagni diurni con docce e servizi pubblici. Non tutti all’epoca potevano permettersi un bagno e una doccia e per questo fu inserito nel progetto di piazza Littorio, simbolo di modernità e innovazione. Per poche lire si poteva usufruire di questo servizio.

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La Stanza di Mezzo

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La Palazzina Liberty

hiSTORIC Team

Foto: Laura De Paris

LA PALAZZINA LIBERTY

LA PALAZZINA LIBERTY

E’ stata inaugurata quest’anno la nuova biblioteca per ragazzi in piazza Dante, che assieme al bar punta alla rigenerazione urbana del parco della stazione.
Ma a cos’era era destinata in passato questa piccola ma appariscente “palazzina”? Ebbene fu progettata negli anni ’20 per essere un “albergo diurno”! Questa tipologia può essere paragonata ad un micro centro commerciale per viaggiatori, ed era localizzata vicino alle ferrovie e ai moderni mezzi pubblici. A Trento il progetto prevedeva i servizi igienici nel seminterrato, uno spazio per le orchestre sotto la loggia verso il parco (poi demolita), nei vani laterali il barbiere e lo spaccio dei giornali. Un bellissimo esempio di albergo diurno che rimane ancora integro negli interni e nelle decorazioni si trova a Milano, ed è realizzato a livello della Metropolitana.

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Le Arpie

Renzo Francescotti

Foto: Isabella Trovanelli

LE ARPIE

LE ARPIE

Ricordate la statua delle Naiadi di piazza Venezia e dello scalpore che fece nella Trento Democristiana di allora? Un argomento di censura simile a questo accadde in via Santa Trinità presso la casa di Elsa Conci, deputata dell’Assemblea Nazionale del Partito Democristiano. Convinta dei suoi rigidi principi morali, Elsa volle che gli elementi volgari rappresentati dallo scultore barocco sul portone d’ingresso della sua casa venissero eliminati. E’ per questo motivo che ancora oggi si possono osservare sul portone cinquecentesco in legno due Arpie (figure mitologiche con il corpo di donna e gli arti di un uccello) con i seni piallati, unico caso in Italia.

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Il Teatro dell’Orso Grigio

hiSTORIC Team

Foto: Davide De Paris

IL TEATRO DELL’ORSO GRIGIO

IL TEATRO DELL’ORSO GRIGIO

Se vi dicessimo che all’inizio del ‘900 l’elefante Joly venne a Trento per uno spettacolo, ci credereste?
In via Mazzini, dal portone ad ogiva in pietra che ora apre sul cortile della libroteka, si accedeva al teatro dell’Orso Grigio: teatro all’aperto dalla seconda metà dell’800.
In questa corte dall’acustica eccezionale si assisteva ad operette e spettacoli di varietà. Dopo essere passato per Bressanone l’Elefante venne portato qui per uno spettacolo circense.

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STORIE SOCIAL

Il Giro al Sas

hiSTORIC Team

Foto: Federico Appolloni

IL GIRO AL SAS

IL GIRO AL SAS

Prima del risanamento in epoca Fascista la zona che si trova dietro il Teatro Sociale dominata dalla Piazza Cesare Battisti, era una contrada piena di vita popolare, fatta di vicoli angusti stradine e bagni sporgenti in legno: il quartiere del Sas. Solo nel 1934, avvenne il risanamento della zona che prevedeva la demolizione di intere porzioni di borgo medievale, per lasciare spazio ad aria e luce, come avvenne nel caso della nuova piazza di Cesare Battisti. Seppur la morfologia della città sia cambiata nel tempo l’espressione “giro al Sas” rimane tuttora comune tra i trentini ed indica passeggiare intorno e tra le vie di quel complesso di case in pietra dell’antico borgo medievale, compreso fra le vie Oriola, Oss Mazzurana, Lunga, San Pietro, piazza del Macello Vecchio.

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