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La Statua del Nettuno

hiSTORIC Team

Foto: Valentina Micheloni

LA STATUA DEL NETTUNO

LA STATUA DEL NETTUNO

La statua del Nettuno in cima all’omonima fontana in piazza Duomo, non è l’originale bensì una copia bronzea successiva realizzata da Andrea Malfatti, a cui venne commissionato il restauro dell’intera opera intorno al 1860.
L’originale statua della divinità marina in pietra, a causa dei danni subiti nel tempo venne spostata alla fine del 1939 nel cortile del vicino palazzo Thun in una nicchia grottesca che l’arricchisce di gran fascino. Se pensate che questa fontana sia unica non siete i soli, visto che nella città di Elberfeld in Renania ne hanno realizzata una identica nel 1901.

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La Stanza di Mezzo

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La Statua di Dante

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raccoglie racconti e anedotti direttamente da coloro che hanno un rapporto speciale e personale con la città: anziani, storici e artisti. Queste storie revisionate e georeferenziate sono ora disponibili su questa piattaforma digitale.

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La Statua di Dante

hiSTORIC Team

Foto: Francesca Auteri

LA PALAZZINA LIBERTY

LA STATUA DI DANTE

Dopo il Congresso di Vienna, Trento divenne parte dell’Impero Austro-Ungarico, ma non fu mai città tedesca: lingua e costumi rimasero sempre italiani. Di fronte alla stazione ferroviaria venne inaugurato l’11 ottobre 1896, il monumento a Dante, opera di Cesare Zocchi, che con la mano sinistra regge un libro, mentre il braccio destro è proteso a Nord ad indicare il “vero” confine naturale dell’Italia: le Alpi, come monito verso chi voleva soffocare l’identità italiana del Trentino.

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La Fontana del Fauno

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Foto: Laura De Paris

LA FONTANA DEL FAUNO

LA FONTANA DEL FAUNO

Questa fontana ottocentesca, detta del Fauno o anche del Bacchino, si può ammirare sul lato ovest di piazza Pasi.
Nel primi bozzetti originali del 1864 lo scultore di Mori Andrea Malfatti, raffigura la mitica figura del Narciso che si specchia nell’acqua della fontana.
Ma prima di iniziare l’opera, si dice che lo scultore, innamoratosi di una fanciulla che viveva in un palazzo prospicente la stessa piazza Pasi, decide di dedicare a lei questa scultura in segno di amore.
Per questo motivo cambia il soggetto della sua opera in un Fauno curioso e innamorato, che, versando l’acqua in un orcio, si rivolge alla finestra di casa Crivelli; la casa della amata Mariolina.

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Il Fiume che non c’è

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Foto: Davide De Paris

IL FIUME CHE NON C’E’

IL FIUME CHE NON C’E’

Fino alla fine del XIX secolo l’Adige, in prossimità della città di Trento, faceva un’ansa verso est. La deviazione del percorso, che si svolse tra il 1854 e il 1858, servì sia ad evitare inondazioni e piene in centro città, sia per la costruzione della nuova ferrovia. Tale intervento fu fatto in diversi tratti del fiume lungo tutta la valle dell’Adige. Il suo alveo a Trento scorreva tra Torre Vanga (dove partiva un ponte di legno) e Torre Verde; in questo tratto di fiume seguiva le mura cittadine. Di fatto oggi è possibile percorrere quell’antico tracciato, a nord dell’antico borgo medievale, perché determinò un assetto viabilistico in questa area, che si riconduce proprio all’andamento dell’ansa del fiume.

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